Il dono della vita, la forza dello sport

Cari Amici,
mi rivolgo a voi oggi non solo come Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Transplant Sport Club, ma come uno dei tanti che ha ricevuto il dono più prezioso: una seconda possibilità di vita grazie a un trapianto d’organo. La nostra associazione riunisce persone che, come me, hanno vissuto l’esperienza trasformativa del trapianto e che oggi vogliono testimoniare non solo la propria gratitudine, ma anche la straordinaria rinascita che ne può conseguire.
Il trapianto d’organo è una delle conquiste più luminose della medicina moderna, un ponte tra la disperazione e la speranza, reso possibile dalla generosità di chi sceglie di donare e dalla dedizione incessante di équipe mediche e sanitarie. Tuttavia, la lista d’attesa per un organo è ancora lunga, troppo lunga. Ogni nome su quella lista rappresenta una vita sospesa, una famiglia in ansia, una battaglia contro il tempo. Per questo, il primo e più importante messaggio che desidero lanciare è un appello accorato alla cultura della donazione. Informarsi, parlarne in famiglia, esprimere il proprio consenso: gesti semplici che possono tradursi nel miracolo di una nuova vita per qualcun altro.
Ma la nostra missione va oltre. Vogliamo dimostrare concretamente cosa significhi tornare a vivere appieno dopo un trapianto. E lo facciamo attraverso la promozione di uno stile di vita sano e, in particolare, attraverso l’attività motoria e sportiva. Lo sport, per noi trapiantati, non è solo un modo per mantenerci in forma; è una metafora potente della nostra stessa esistenza. È ritrovare fiducia nel proprio corpo, superare i limiti che la malattia aveva imposto, riscoprire l’energia e la gioia del movimento. È una celebrazione quotidiana della vita ritrovata.
Vedere i nostri associati – persone con un nuovo cuore, fegato, rene, polmone – correre una maratona, giocare una partita di pallavolo, nuotare o semplicemente camminare insieme, è la testimonianza più forte dell’efficacia del trapianto e della resilienza umana. Questi traguardi non sono solo vittorie personali, ma messaggi di speranza per chi è ancora in attesa e un ringraziamento tangibile ai donatori e alle loro famiglie. Promuovere l’attività fisica tra i trapiantati significa anche sottolineare l’importanza di prendersi cura del dono ricevuto. Un sano stile di vita, che include una corretta alimentazione e un’attività motoria regolare (sempre sotto consiglio medico, naturalmente), è fondamentale per preservare la funzionalità dell’organo trapiantato e migliorare la qualità della vita a lungo termine.
Desidero quindi rivolgere un invito a tutti voi, lettori e operatori del settore sanitario. In primis, sostenete la cultura della donazione: parlatene, informate, siate voi stessi ambasciatori di questo gesto d’amore supremo. Ogni consenso espresso è una speranza in più. In secondo luogo, promuovete stili di vita sani: incoraggiate i vostri pazienti, trapiantati e non, ad abbracciare l’attività fisica come strumento di benessere fisico e mentale. La prevenzione e la cura di sé sono alleati preziosi della salute. Infine, guardate ai trapiantati non come “malati”, ma come persone rinate: la nostra vitalità è la prova che dal trapianto si può non solo sopravvivere, ma tornare a vivere intensamente.
Noi continueremo a correre, giocare e muoverci, portando il nostro messaggio di gratitudine e speranza. Ogni passo, ogni bracciata, ogni sorriso è un inno alla vita e un grazie infinito a chi ha reso possibile la nostra seconda partita.
Con viva gratitudine e speranza,

Marco Panizza
Presidente
Transplant Sport Club APS

3 Aprile 2025

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